CATARATTA

CATARATTA:

E' una patologia molto comune dovuta ad opacizzazione del cristallino. La forma più frequente è quella senile, che interessa le persone anziane ma a volte compare anche prima dei cinquant'anni (cataratta presenile), ed è dovuta al normale invecchiamento del cristallino.

Esistono anche altre forme tra cui le cataratte congenite, o associate ad altre patologie oculari, (cataratte complicate), o post-traumatiche, o provocate come effetto collaterale di farmaci, per esempio il cortisone (cataratte iatrogene).


SINTOMI. La cateratta provoca riduzione visiva e annebbiamento anche grave che aumenta progressivamente nel giro di mesi o anni. Altri sintomi sono l'alterata percezione dei colori che appaiono giallognoli, l'abbagliamento per stimoli luminosi normalmente non fastidiosi. A volte il paziente ha un miglioramento della capacità visiva nella lettura, ciò si osserva soprattutto nelle cataratte nucleari, ma col progredire della cataratta il visus peggiora anche da vicino.


La TERAPIA è esclusivamente chirurgica. Oggi, grazie alle moderne tecniche chirurgiche, è conveniente operare la cataratta quando è in fase non troppo avanzata perchè la sua consistenza è molle e ciò permette di non sottoporre a stress eccessivo l'occhio che guarirà anche più velocemente.

Non si aspetta più che la cataratta sia "matura" perchè essa in questa fase può essere molto dura rendendo l'intervento più complicato e rischioso e la guarigione più lunga. Inoltre per la completa maturazione della cataratta possono essere necessari moltissimi anni (oltre 10 o anche 20), periodo in cui il paziente avrebbe una capacità visiva anche molto ridotta con peggioramento della qualità della vita.


La TECNICA CHIRURGICA più moderna per l' intervento di cataratta si chiam FACOEMULSIFICAZIONE.

Non richiede degenza ospedaliera e dura circa 10-15 minuti. Quasi sempre si opera in anestesia topica, cioè fatta instillando un collirio anestetico sull'occhio. Si effettua introducendo nell'occhio una piccola sonda ad ultrasuoni.

La sonda (FACOEMULSIFICATORE) viene introdotta dal chirurgo dentro l' occhio attraverso un piccolo taglio di circa 2,2 mm. Essa emette ultrasuoni che frantumano il cristallino catarattoso in piccoli pezzi che vengono poi aspirati. Si lascia al suo posto parte della porzione anteriore e tutta la parte posteriore della capsula del cristallino che forma una sorta di piccolo sacco entro il quale viene sistemato il cristallino artificiale fatto passare dal taglietto di 2,2 mm.

Il potere diottrico del cristallino viene calcolato preventivamente per mezzo della BIOMETRIA.

Di solito si cerca di fare in modo che il paziente veda bene per lontano senza lenti correttive o con lenti di basso potere, mentre per vicino sará necessaria la correzione con lenti da presbiopia.

Quando la cataratta è in fase molto avanzata l'intervento può essere più lungo e può essere necessaria una maggiore quantità di ultrasuoni che creano un maggiore stress chirurgico sull'occhio ritardando la guarigione. Per questo motivo è meglio operare la cataratta quando non è in fase troppo avanzata.

Col tempo la capsula posteriore può opacizzarsi provocando riduzione del visus ( cataratta secondaria). In questi casi è necessaria la capsulotomia yag laser che viene praticata in regime ambulatoriale.


TERAPIA POSTOPERATORIA. non è necessario il riposo a letto ma è opportuno evitare sforzi fisici e movimenti bruschi del capo per qualche settimana.

Normalmente, in assenza di complicanze, tre settimane di terapia con colliri antibiotici e cortisonici sono sufficienti per una completa guarigione.

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Dott. Antonello Melis

 

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